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L’Italia senza stranieri e gli stranieri senza l’Italia

15/09/2011

Immaginate per un secondo l’Italia cosi come la vuole la Lega: senza stranieri! Cosa succederebbe se i 5 milioni e 300 mila (secondo Ismu) stranieri che abitano l’Italia sparissero? Una domanda che ha fatto il giro d’Italia nell’ultimo periodo sui diversi giornali, blog, in tv, domanda legittima arrivata adesso anche al cinema grazie alla geniale provocazione del regista Francesco Patierno con il film uscito nei cinema da poco \”Cose dell\’altro mondo\”  .

La lotta della Lega contro gli immigrati è una contro i lavoratori, una battaglia persa in partenza perché L’Italia avrebbe molto da perdere se scompaiono tutti gli stranieri. Il successo della Lega si basa su una domanda molto furba “Perché devo pagare per gli altri?”, senza pensare che gli stranieri, tanto odiati, pagano le pensiono degli italiani, fanno crescere il PIL del loro paese, curano i  loro genitori anziani, puliscono le loro case, lavorano i loro campi ecc.  

Dall’altro punto di vista ci sono tanti stranieri che comprano le case in Italia, decidono di mandare i loro figli nelle scuole italiane, si integrano e vivono come gl’italiani, si innamorano e sposano italiani, amano l’Italia e scelgono di chiamare questo paese “casa”. Non è facile per lo straniero che tutta la sua vita è diventata l’Italia, che tutti suoi amici sono italiani oppure vivono in Italia, trovarsi di mezzo a questa campagna contro l’immigrato oppure nella stessa categoria con i delinquenti pur lavorando nelle fabbriche, in ristoranti, a pulire una casa o a curare un anziano.

Quegli stranieri senza l’Italia si troverebbero d’avanti alla sensazione di aver perduto di nuovo la casa, sentiranno l’angoscia e l’ansia che hanno già sentito in precedenza lasciando le loro case e andare nel mondo nella ricerca di un futuro migliore, per loro sarebbe un disastro socio-emotivo.

Ma come ben sappiamo a pochi importa cosa sentono gli stranieri verso Italia, andiamo a vedere un po’ di dati concreti su come lo straniero è indispensabile agli italiani e alla crescita economica dell’intero paese:

– secondo INPS (2008) sono circa 3 milioni gli stranieri assicurati cioè il 13% del totale

– secondo L’Istituto previdenziale: 7 miliardi e mezzo euro sono i contributi versati dagli stranieri nel 2008, sono tornati agli immigrati nell’anno successivo solo 2 miliardi e 329 euro di pensioni. Il saldo di 5 miliardi va spiegato cosi dalla dirigente dell’ufficio legale dell’Istituto, la dottoressa Francesca Esposito, cito:

“I lavoratori stranieri sono quasi tutti giovani, ancora lontani dal ritirarsi: i loro versamenti servono a pagare le pensioni attuali, che sono quasi tutte ITALIANE.”

– nel 2009 gli stranieri hanno contribuito alla ricchezza dell’Italia con 165 miliardi euro su un totale di un 1.363 miliardi euro: 12.1%  del PIL (il prodotto interno lordo)

– gli imprenditori stranieri (402 mila circa) danno lavoro a 200 mila italiani

– 90% degli assistenti familiari sono stranieri la maggior parte romeni

– nella sanità: 34.000 infermieri su un totale di 334.000 sono stranieri tra cui 8.500 romeni. Nel numero 36 della rivista “Oggi” il giornalista Alessandro Penna scrive un articolo intitolato “E se sparissero tutti?” e cito:

“(…) alle Molinette di Torino è straniero un operatore straniero su tre. Tappano i buchi, assicurano il ricambio: ogni anno vanno in pensione o cambiano mestiere 13 mila infermieri , a fronte dei 9 mila laureati sfornati dalle nostre università. (…)”

Insomma, sono gli stranieri che fanno i lavori pesanti e difficili, lavorano senza pretese a volte anche sottopagati, rinunciano al giorno di riposo ecc. Questi lavoratori non meritano le bastonate politiche, mediatiche indirizzate allo straniero per via della delinquenza che c’è in giro, non si generalizza quando la maggior parte degli stranieri sono onesti, rispettosi, lavoratori, solidari. Il delinquente romeno, albanese, tunisino, serbo, italiano, tedesco ecc è un delinquente, criminale, rapinatore ecc ma non è “il romeno/ i romeni”, “il marocchino/ gli arabi” non si generalizza e non si mette nella stessa categoria con tutti gli altri stranieri. Secondo una ricerca della Caritas assieme alla Agenzia Redattore Sociale non esiste un’emergenza criminalità straniera, il 37% dei detenuti nelle carceri è straniero perché per un immigrato è più facile finire in galera e rimanerci. Lo studio intitolato “La criminalità degli immigrati: dati, interpretazioni e pregiudizi” sottolinea una realtà di cui si evita parlare o semplicemente, presi dalla rabbia gl’italiani non prendono in considerazione e si arriva alla generalizzazione: gli immigrati non sono criminali! Nel 2008 i detenuti erano in tutto 58 mila, il 37,1% dei quali stranieri. Ma per loro l’incarcerazione è molto più frequente per la mancanza di riferimenti esterni utili a ottenere gli arresti domiciliari, per la cautela contro il rischio di irreperibilità oppure perché gli avvocati sono meno bravi. In galera, dunque, ci sono molti più detenuti in attesa di giudizio stranieri che italiani.

Posso fare ancora delle ricerche, controllare dei dati, sfogliare dei giornali per approfondire l’argomento, ma alla fine il risultato è lo stesso: l’Italia non può vivere senza gli stranieri e molti stranieri non possono vivere senza l’Italia.

R.I.

From → In Italian, Romania

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