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O iubire sau deloc

“Nu poți iubi doua persoane. Eu una nu înghit toate tampeniile alea cum ca bărbații își pot compartimenta viața afectiva sau ca evoluția i-a făcut nepotrivite pentru monogamie.”
(“Lectii de iubire” Cathy Kelly)

Kastri (Pelion) – Greece

 

  Kastri Beach Restaurant and Hotel

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Those who bankrupt their own country should pay!

Seno e salute: il fibroadenoma e le ciste multiple

Statistiche sul tumore al seno

Sono oltre 1,1 milioni in tutto il mondo le donne a cui ogni anno viene diagnosticato per la prima volta un tumore al seno. Il valore rappresenta il 10% di tutti i nuovi casi di cancro e il 23% di tutte le forme neoplastiche nelle donne. Il tumore al seno è attualmente il tipo di tumore più diffuso al mondo a causa dell’elevato tasso di incidenza e della prognosi relativamente buona. Si stima che siano 4,4 milioni le donne vive oggi a cui è stato diagnosticato un tumore al seno negli ultimi cinque anni.

Oltre il 75% delle donne a cui viene diagnosticato un tumore al seno ha almeno 50 anni.

Tra il 5 e il 10% dei tumori al seno sono ereditari. Il gene alterato del tumore al seno può essere ereditato sia dalla madre che dal padre.

Circa l’ 85% delle donne a cui è stato diagnosticato il tumore al seno non ha né una sorella né la madre colpite da tumore al seno.

  Ma cos’è il tumore?

 Neoformazione nella quale la moltiplicazione delle cellule risultano essere incontrollata e progressiva:

 – TUMORE BENIGNO: Neoplasia che non ha la capacita’ di invadere i tessuti circostanti e di sviluppare delle metastasi.

 – TUMORE MALIGNO: Neoplasia che ha la capacita’ di invadere i tessuti circostanti e di sviluppare delle metastasi.

 – TUMORE BORDERLINE: Neoplasia con tali caratteristiche da non potere essere considerate con precisione e affidabilità clinica come una neoplasia francamente benigna o maligna.

Fattori di rischio

Sebbene vi siano numerosi fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di sviluppare il cancro al seno, non si conosce ancora esattamente in che modo alcuni di questi fattori di rischio inducano le cellule a diventare cancerose, sembra che gli ormoni giochino un ruolo importante nella formazione del tumore. Tra questi ci sono:

Età: la probabilità di sviluppare il cancro al seno aumenta con l’invecchiamento della donna.

Pregressa esperienza di cancro al seno: una donna che ha già sviluppato la malattia in passato ha maggiori probabilità di sviluppare il cancro nell’altro seno.

Cambiamenti al seno: La presenza di determinate cellule anomale (iperplasia atipica e carcinoma lobulare in situ) aumenta il rischio di cancro al seno.

Storia familiare

Variazioni del gene

Densità del seno

Radioterapia al torace

Sovrappeso

Mancanza di attività fisica

– Recente uso orale di contraccettivi

E questi sono alcuni dei fattori di rischio, ma del fattore psicologico sulla donna diagnostica con un tumore, anche benigno, si sa poco. Grazie alla scienza non bisogna avere paura, controllato il tumore al seno di ogni genere va curato.

Il fibroadenoma e la cisti

  Il fibroadenoma (adenofibroma): tumore benigno della mammella, frequente in giovane eta’. Nodulo ben delimitato, mobile, a superficie liscia e lobulata, e’ una lesione iperplastica, proliferazione di componenti cellulari sia dell’epitelio ghiandolare, sia connettivale. Indicata l’escissione nelle paziente con eta’ sotto i 35 anni, se il diametro supera i 3 cm e se la lesione subisce una crescita rapida. NON DETERMINA AUMENTO DI RISCHIO DI COMPARSA DI CARCINOMA.

 La cisti (macrocisti): tumore benigno munito di pareti proprie rivestite internamente da epitelio secernente e che, spesso, contiene un liquido o un semi-solido. Rilevabile frequentemente come componente lesionale della mastopatia fibrocistica, più raramente in forma pura. NON DETERMINA AUMENTO DI RISCHIO DI COMPARSA DI CARCINOMA.

Niente paura

  Come facciamo a gestire lo shock quando sapiamo poco e niente sul tumore al seno alla prima visita?! E’ un po’ il lavoro del medico di tranquillizzare il paziente, ma non succede cosi e questa cosa mi fa ricordare quello che scriveva Tiziano Terzani nel libro “Un altro giro di giostra”:

<<Purtroppo, quella figura di medico che conosce bene non solo la sua materia, ma anche la vita, che ha una solida formazione scientifica, ma concepisce ancora la medicina come un’ arte, in Occidente non esiste più e non viene più prodotta. I medici che oggi escono dalle nostre università pensano ormai esclusivamente in termini di malattie, non di malati. Il “paziente” e’ un portatore di un male; non e’ una persona inserita in un suo mondo, con o senza una famiglia, felice o infelice del suo lavoro. Nessun medico va più a casa dell’ammalato, vede la sua quotidianità, capisce i suoi rapporti affettivi. Non ne ha più il tempo. Non ha più la curiosità, l’atteggiamento.>>

Adesso io dico “Niente paura”! Dopo 3 anni di ansia e di stress per via di un banale fibroadenoma e delle ciste multiple, mammografia eseguita a unetà inferiore ai 30 anni, agobiopsia, tante ecografie e visite senologiche, risonanze magnetiche ecc, poso stare tranquilla perché ho avuto la fortuna di incontrare il medico perfetto, da tutti i punti di vista, quel medico che Tiziano Terzani diceva di non esistere più. Il problema al seno, i medici che mi mandavano da uno ad altro per non so cos’altro da scoprire più i problemini quotidiani, non hanno fatto altro che mettermi in uno stato di depressione a tal punto di decidere di lasciare l’Italia. Cosi ho dovuto continuare le mie visite in Grecia ed e’ qui che sono stata curata dalla Dott.ssa Dora Kanavou dal Centro di Radiodiagnostica – IAV Volos che con la passione, l’ interesse verso il proprio lavoro e l’attenzione verso il paziente e’ riuscita non solo a spiegarmi nei minimi dettagli il mio problema, ma anche ha ridarmi la mia serenità, la mia tranquillità togliendomi dallo stato permanete di ansia causato dalla paura che in qualsiasi momento posso scoprire di avere il cancro al seno. E’ stata lei il primo medico ha spiegarmi il fatto che una donna con un seno sano e una donna con un fibroadenoma o ciste al seno ha le stesse probabilità di ammalarsi di cancro, il fibroadenoma non aumenta il rischio di tumore maligno.

Sicuramente ci sono anche i casi più gravi, grazie alla medicina possiamo prevenire il cancro al seno oppure mal che vada di toglierlo. Le visite vanno fatte con regolarità sia che una donna e’ stata già diagnosticata con un tipo di tumore oppure no, un’ ecografia almeno una volta all’anno non può fare altro che bene.

“La salute sta tanto al di sopra di tutti i beni esteriori, che in verità un mendico sano è più felice di un re malato.” (Arthur Schopenhaue)

Cittadinanza per i bambini nati in Italia da immigrati stranieri – sono italiani

integrazioneinitalia

  “Negare loro la cittadinanza è un’autentica follia, un’assurdità. Ai bambini nati in Italia in tal modo non viene riconosciuto un diritto fondamentale” lo dice il capo dello Stato Italiano, Giorgio Napolitano.

I figli degli immigrati in Italia sono 864.000, che rappresentano il 7% della popolazione scolastica e non c’è paese, in Europa, che abbia una legislazione così dura sulla cittadinanza per i figli degli immigrati:

– In Germania, i bambini nati dal 2000 in poi acquistano la cittadinanza se uno dei due genitori ha il permesso di soggiorno permanente da almeno tre anni ed è residente nel paese da almeno otto.

– In Inghilterra se uno dei due genitori stranieri vi si è stabilito a tempo indeterminato.

– In Francia, secondo la legge del 1998, ci vogliono almeno cinque anni di residenza dall’età di 11  per ottiene la cittadinanza automaticamente a 18 anni, ma possono ottenerla anche a 16 anni, se ne fanno esplicita richiesta…

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“Che cosa accade nelle moschee italiane il venerdì?”

Ottimo articolo di Stefano Romano.
“La preghiera del venerdì per un musulmano è uno dei precetti fondamentali. La donna può anche rimanere a casa a pregare, ma l’uomo deve fare il possibile per arrivare a pregare.”

Giornale Il Referendum

di Stefano Romano

Oramai di Islam è infarcita la televisione italiana.

E’ di pochi giorni fa una discussione pomeridiana sui matrimoni tra uomini arabi musulmani e donne italiane non musulmane, con il solito corollario di storie travagliate di bambini portati via a forza dai padri nei loro paesi d’origine. Come opinionisti c’erano tra gli altri Irene Pivetti e Pierluigi Diaco (è vero che c’era anche un imam di una moschea milanese); ora, senza nulla togliere ai succitati, va bene anche che la domenica pomeriggio è un momento di svago, però magari l’argomento avrebbe meritato opinionisti più ferrati in materia. E poi, è possibile che a rappresentare i matrimoni misti in Italia ci siano solo due storie con pessimo finale?
Quel che ne esce fuori è per la maggior parte dei casi un’accusa all’Islam. Nessuno processa il Cristianesimo per i casi isolati di pedofilia, né tantomeno l’Ebraismo per quello che accade…

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“Donne e culture”: Silvia Dumitrache e Ludmila Chivriga

  Il 30 marzo 2012 al Palazzo Reale di Milano e’ stato organizzato l’incontro del Gruppo di Lavoro “Donne e culture” dove hanno partecipato diverse associazioni e organizzazioni a dibattere argomenti come: integrazione, culture diverse, problemi d’immigrazione; protagoniste le donne.

All’ incontro hanno partecipato anche la presidente dell’Associazione delle Donne Romene in Italia, Silvia Dumitrache e il presidente dell’ Integrazione in Italia, Ludmila Chivriga, che hanno portato in tema l’amore, le donne che lasciano a casa i propri figli nel paese di origine per andare a lavorare

Silvia Dumitrache ha parlato del movimento al femminile e degli orfani bianchi e dell’ amore per i figli che rappresentano un problema sociale con riscontri sul futuro, anche della cultura.

Sul Progetto “La mamma ti vuole bene!, creato per sostenere la comunicazione audio-visiva con i membri di famiglia che lavorano all’estero, per prevenire e ridurre il numero in continua crescita di suicidi e omicidi tra i bambini rimasti in Romania, ha parlato la signora Silvia Dumitrache, coordinatrice del progetto:

“Ci sono 1 milione di orfani bianchi in Romania, alcuni di loro si tolgono la vita, circa uno ogni 3 mesi. Il fenomeno chiamato la “Sindrome Italia” colpisce le donne che fanno la badante, colf, baby-sitter in case italiane. Secondo me e’ importante aiutare le persone invisibile, le donne non sono qui perché fanno la badante 24 ore si 24 in una casa dove non hanno accesso ai mezzi di comunicazione, in seguito non vengono neanche rappresentate. Queste donne non hanno la possibilità di portare qui i loro figli perché, di solito, condividono la stanza con la persona che curano. La mia amarezza e’ quella che le romene che lavorano in Italia con le famiglie già qui non pensano a quelle che questa possibilità non ce l’hanno, che stanno veramente vivendo un dramma – un dramma nazionale. Noi abbiamo il Progetto “La mamma ti vuole bene” che va svolto nelle biblioteche pubbliche perché e’ un luogo di cultura, e’ un luogo gratuito dove la bibliotecaria e’ una figura femminile, tante volte anche mamma. In Romania c’è una rete di 150 biblioteche pubbliche dove i figli possono recarsi a parlare con le mamme, seguiti dalla bibliotecaria.”

Riguardo ai figli degli immigrati che hanno avuto la fortuna di venire in Italia a vivere insieme alla loro famiglia, con la mamma, la dichiarazione di una donna – di origine senegalese – ha fatto un po’ sconvolgere, me inclusa, dicendo che lei vorrebbe mandare i suoi figli a studiare in Senegal, sottolineando la sua cittadinanza italiana , per un “futuro migliore”. Giustamente ognuno pensa al meglio per i suoi figli, pero’ e’ in contraddizione con il sacrificio di portare i figli vicino a te per poi mandarli indietro. A questa signora risponde una mamma, una donna che sa cosa vuol dire la “battaglia” con la burocrazia legale, e non solo, per avere i figli vicino a lei in Italia. Parlo della presidente di Integrazioni in Italia, Ludmila Chivriga che dice:

 “Io ho due figli e non li manderei mai in Moldavia per farli crescere e studiare , anzi cerco di aiutare i genitori che vogliono e non possono portare i figli qui. Mandare i figli indietro e’ un egoismo! Io arrivo dalla Moldavia e per portarli qui prima ti devi regolarizzare, dopo devi fare il ricongiungimento familiare, attendere 18 mesi e ogni giorno incontro una famiglia che vuole portare i figli qua per farli studiare, per stare insieme.(…)”

Ludmila Chivriga ha parlato anche della possibilità di organizzare una festa dei popoli ed eventi dove ognuno può porta il bello della loro cultura, tradizioni e cosi’ via.

Per maggior informazioni:

Associazione delle Donne Romene in Italia(fb), Via Friuli 8/A Milano

Integrazione in Italia(fb), Via Camillo Ugoni, 16 Milano

   Ramona Ilies